LUIGI BENEDICENTI
Il paragone, spesso abusato, tra Caravaggio e i pittori realisti non si adatta pienamente a Luigi Benedicenti.
Risulta piuttosto riduttivo confinare l’orizzonte storico a un solo artista, per quanto sia straordinario come il maestro lombardo. L’opera di Benedicenti affonda le sue radici nella tradizione della natura morta che si sviluppa in Europa a partire dalla fine del Cinquecento, incarnata da maestri come Bosschaert il Vecchio e Bruegel il Vecchio, le cui pitture descrittive e minuziose venivano spesso utilizzate anche per finalità scientifiche.
Questo naturalismo giunse al suo apice nel Seicento, soprattutto a Roma e a Napoli, con artisti quali Pietro Paolo Bonzi, Giovan Battista Ruoppolo o Giuseppe Recco, specializzati nella produzione di sontuose nature morte brulicanti di generi alimentari, carcasse bovine, selvaggina, pesci lucenti e molluschi iridescenti dalle forme inusuali.
Eppure Luigi Benedicenti possiede una personalità artistica fortemente indipendente, che non può essere pienamente compresa attraverso il solo confronto con i suoi predecessori. Dopo aver meditato a lungo sulle loro opere e interiorizzato il valore simbolico delle loro immagini, Benedicenti si è allontanato da quel linguaggio pittorico, approdando a uno stile del tutto nuovo, che il critico Claudio Malberti ha definito “Realismo Estremo”.
Al posto di pesci e carni che un tempo decoravano le sale da pranzo dell’alta società, Benedicenti raffigura la pasticceria italiana contemporanea, come gelati e bevande raffinate.
Ma il cambiamento non riguarda solo il soggetto. Luigi è figlio del proprio tempo, e come tale si avvale di tutti i mezzi tecnici a sua disposizione. Le forti luci artificiali utilizzate nella fase iniziale del processo creativo gli permettono di cogliere l’essenza dell’oggetto rappresentato, trasmettendo quelle stesse sensazioni sensoriali che si proverebbero davanti al soggetto reale.
Lo stile di Benedicenti – limpido, immediato, brillante di riflessi multicolori – è il risultato di anni di studio intenso e pratica instancabile.
Alessandro Lorenzetti

